Voghiamo insieme

"È stata una scommessa con noi stessi la manifestazione di oggi", a parlare è Jael Kopciowski, psicologa e psicoterapeuta, che mercoledì mattina, nella sede del Circolo Canottieri Saturnia ha coordinato "Tutti nella stessa barca", il pool associativo per il canottaggio adattato, impegnato per la prima volta in un "Voghiamo Insieme" dedicato ad un gruppo entusiasta di una cinquantina di ragazzi disabili, provenienti oltre che dalla nostra città anche dalla vicina Slovenia. Il piazzale del noto club barcolano pavesato a festa, ha accolto con i remoergometri, sia i ragazzi esperti che quelli che per la prima volta salivano su un simulatore di voga. Presenti oltre ai massimi dirigenti dei tre sodalizi coinvolti anche il vicepresidente federale Giovanni Miccoli ed il Presidente del Comitato regionale Federcanottaggio, Dario Crozzoli. Com'è nato questo pool? Risponde la Kopciowski lei stessa praticante: "Capofila dell'iniziativa, è stata alcuni anni fa la Canottieri Adria, che assieme all'Istituto per lo sviluppo e l'integrazione "Una chiave per la mente", della quale sono Presidente, si è impegnata a dedicare tempi e spazi ai ragazzi e ragazze con abilità diverse, grazie all'intervento esperto di una seria professionista come Luciana Sardo, ma a seguire ha aderito la Canottieri Trieste, impegnata nell'iniziativa con la Valentina Mariola, ex azzurra di canottaggio, laureata in scienze motorie. A questo gruppo di club e di persone, si è accostata la Canottieri Saturnia che oggi ci ospita, mentre fondamentale è stata la collaborazione dei volontari, in genere atleti o ex atleti canottieri delle tre società, che hanno dato un grande sostegno al nostro Progetto, due tra tutti, gli azzurri e pluricampioni italiani Caterina Pellizzari e Giulio Borgino."

Dopo una breve presentazione al folto pubblico presente, c'è stata dapprima una dimostrazione da parte degli atleti esperti, alla quale è seguita una prova da parte di coloro i quali non avevano mai provato, a questa sono seguite delle gare simulate sui 250 metri per gli esperti e di 100 metri per gli altri, sostenuti dal tifo dei presenti.

Il tocco di internazionalità dato dai ragazzi sloveni di Postumia, è stato un caso? "No davvero, risponde ancora la Kopciowski, l'integrazione tra coetanei con abilità diverse ci ha portato a riflettere sul concetto stesso di integrazione, stimolando il nostro desiderio di rivolgerci ai paesi confinanti. Abbiamo pertanto invitato ragazzi della Slovenia e della Croazia, creando opportunità di scambi culturali e di metodologie d'intervento che ci auguriamo siano l'inizio di una futura più ampia collaborazione."

"Voghiamo insieme", che si è potuto realizzare anche grazie al Progetto Trieste Abile (Regione Fvg, Fondazione Crt, Azienda S.S. n.1 Triestina e Comune di Trieste), ed ha avuto mercoledì mattina un gioioso epilogo, al termine delle gare simulate, con un pranzo che ha contribuito a cementare ancor meglio i rapporti tra ragazzi, operatori e volontari, ed il pool "Tutti nella stessa barca", per il quale "Voghiamo Insieme" rappresenta un punto di partenza verso altre iniziative a favore dei ragazzi disabili.