Secondo me... abbiamo fatto una gran bella figura!!

È una stupenda serata primaverile triestina quella di sabato 7, tanto che la temperatura mite induce i componenti delle due Commissioni Fisa a Trieste a percorrere a piedi il tratto compreso tra il Jolly Hotel e la Sacchetta , dove sono attesi, per la serata a loro dedicata al n. 2 di Pontile Istria. sede dell'Adria.

Un drappello di rappresentanti del canottaggio mondiale percorre le rive triestine, ammirati passano Piazza Unità d'Italia e s'addentrano per le vie rimesse a nuovo di Città Vecchia illuminate dalla luce giallognola dei fanali stile liberty.

Una passeggiata piacevole dopo la full immersion di due giorni nei "caveau" del Jolly dove nessuno li disturbava, nemmeno la luce di giornate speciali metereologicamente parlando.

Giungo sul Pontile Istria che le Commissioni sono già salite al primo piano ed incontro mi viene Luciano Michelazzi allargando le braccia. Già giudice arbitro internazionale, Presidente della Ginnastica Triestina, Presidente di Comitato regionale, consigliere in Federazione, già venerdì Luciano era a salutare i componenti delle Commissioni.

"Sono arrivati?" chiede... volevo far vedere loro tutte e tre società iniziando dalla Ginnastica..."

Il Pontile Istria vanta la caratteristica di maggior densità nazionale di società centenarie di canottaggio (oltre alla Triestina della Vela). In 150 metri, su palafitte di cemento, convivono infatti: Adria, Canottieri Trieste, e Ginnastica Triestina, vicine da oltre cent'anni!! Un bel record!

"Io li ho visti salire..." rispondo e lo vedo dileguarsi al buio su per la scala che porta al primo piano.

Nel salone ristorante c'è chi ha già alloggiato il soprabito, ma Michelazzi convince tutti a seguirlo, ed ecco che l'intero gruppo-Fisa si avvia attraverso le terrazze unificate, nella sede della gloriosa Ginnastica.

Sui tavoli ad attendere gli ospiti, depliant, adesivi e pins ben accetti da tutti.

È una delle società più prestigiose, tanto che forse ancora oggi detiene il maggior numero di allori vinti in campo nazionale ed internazionale, alloggiati in un'ampia bacheca nel grande salone biancoceleste.

E lui, Luciano, che si arrabatta un po' in tutte le lingue (ma quante ne conosce?) spiega e racconta, con l'entusiasmo di sempre, di chi ha fatto del canottaggio la sua ragione di vita.

Tutti poi a scendere.

È la volta della Canottieri Trieste, qui è d'obbligo la visita alla sala barche dove riposano le panciute yole in legno accanto alle barche in tipo libero. Qui è un dirigente della società assieme a Fabio Bolcic che racconta e spiega questo tipo di barche così caratteristico da noi, meno conosciuto all'estero.

Approfitto per una foto di gruppo sul pontile. Tutti disponibili, tranne la Nikon del vicepresidente Miccoli che non ne vuol sapere di scattare... E per forza Giovanni... carica la batteria...

Si sta bene fuori, la temperatura sopra i dieci gradi e la luna che fa capolino in questa splendida serata triestina, cerca di convincerci a rimanere fuori ancora un po', ma il protocollo impone di rientrare.

Fabio Bolcic e Biagio Terrano, assieme a Dario Crozzoli e Giovanni Miccoli fanno gli onori di casa nella sala ristorante, con un breve discorso di benvenuto a tutti gli ospiti. È la volta di un aperitivo con stuzzichini gamberetti e "ribaltavapori" fritti (questi ve li spiego un'altra volta che cosa sono...) in un originale cartoccio.

Giunge alfine (no... non lui dai...) il momento strategico della seduta...

In tavolo con chi?

Mettetevi come vi pare... Mettetevi come vi pare...

Ovviamente le scelte sono condizionate dalla conoscenza delle lingue.

Quattro sono i tavoli e diverse le formazioni: Tavolo n. 1 tutto componenti Fisa, tavolo n. 2 Presidente della Canottieri Trieste e moglie con il resto Fisa, tavolo n. 3 Miccoli, Bolcic e moglie con il resto Fisa, tavolo n. 4 Crozzoli, Terrano, io e mogli, e la sola solissima Svetla Otzetova unica Fisa.

Ok... partono gli antipasti rigorosamente di pesce. Ovvio... siamo a Trieste o no?

Coinvolgere, coinvolgere è il grido di battaglia nel nostro tavolo.

Parte quindi la signora Terrano in inglese con la rappresentante bulgara (architetto di Sofia, Events Director Fisa, e conoscenza di 5 o 6 lingue) ad ascoltare, annuire e cercare di capire.

Cambia registro la moglie del Presidente dell'Adria e riparte con il francese: decisamente meglio, e la simpatica Svetla risponde.

Io? Beh, ma che c'entro io?

Il Presidente regionale mi coinvolge e mi lancio...

Ok... meno peggio del previsto, ci siamo...

La Otzetova dopo aver chiesto informazioni sulle gare a Trieste, sul livello del canottaggio regionale, mi racconta che in Bulgaria, dopo la cosiddetta "Rivoluzione", è stato dato un taglio netto a tutte le sovvenzioni per lo sport. Solo gli atleti di altissimo livello nei gruppi militari. 4 milioni di euro il budget per l'intera preparazione olimpica per tutti gli sport... Però... dell'oro a Pechino della Rumyana Neykova nel singolo assoluto, in Bulgaria tutti ne sono fieri... e te credo...

Arriva il primo piatto... risotto di mare... mentre alle tastiere il musicista di casa si esibisce in un discreto sottofondo musicale.

Toilette maschili e femminili in due posizioni completamente diverse, e nel tavolo n. 1 fanno lo scherzo a Komornicki indirizzandolo in quello sbagliato, ma il polacco di Cracovia se ne accorge subito... Dispettosi sti' Fisa-boys...

È quindi la volta del secondo piatto, del "primo" secondo piatto... polenta con le seppie... una specialità di queste parti, piace talmente tanto a John Edger che dopo il bis, il cuoco gliene regala un pacco da portare a casa.

My Way suona il pianista... imitando The Voice, è forse proprio questa la nostra strada, la nostra di questa nostra Federazione che si apre al mondo esterno, all'estero, che cerca contatti avendo tanto da dare ed altrettanto da ricevere.

Bene Miccoli che lanciatissimo sfoggia un inglese discreto ed intrattiene la tavolata.

Una gran simpatia emana questo gruppo di uomini e donne provenienti da Paesi così diversi accomunati da un unico ideale, quello che sta anche dentro di noi: il canottaggio.

Svetla poco coinvolta si impegna con un origami.

Fabio Bolcic l'aggregante, passa per i tavoli, è giustamente orgoglioso di aver con sé questa gente, dopo aver girato mezzo mondo, esser riuscito finalmente a portarli a casa sua. Ed ha ragione.

Il musicante ci mette del suo, e dopo aver precisato che è un socio dell'Adria e non è pagato per la serata,  ci prova con Malafemmina... Sguardo d'intesa con Jerome Mouly...

I pesci non si fanno prendere... questo è la prima motivazione dell'assenza del piatto successivo sul nostro desco, ma è pronto Terrano a difendere la cucina ed a spiegare che la tecnica del piatto successivo non è quella nella friggitrice, ma in padella.

Aspettiamo mentre la Otzetova mi confida che l'indomani avrebbe dovuto alzarsi prestissimo per prendere il treno per Losanna con almeno due cambi...

Ecco in lontananza il piatto fumante... arriva il fritto, ottimo peraltro, che cerchiamo di consumare con un certo ritmo perché sarà poi la volta di una breve ma attesa cerimonia.

Biagio Terrano e Fabio Bolcic strappano il microfono al pianista ed attirano l'attenzione della platea. Il Presidente dell'Adria porta il saluto della società con il supervisor Fisa che traduce. È poi la volta del vicepresidente federale che in inglese porta il saluto della Federcanottaggio nazionale, a lui segue Dario Crozzoli (lapsus freudiano per Terrano che chama Dario Miccoli... aaaghh) per il Comitato regionale, ed infine, un gran personaggio: il commodoro Bresich, Presidente della Triestina della Vela. Un'icona della vela nazionale ed internazionale una moltitudine di campionati italiani in classe snipe, campione europeo (forse anche mondiale?) di categoria che porge il saluto da parte del suo prestigioso club che ha voluto unirsi (anche loro sono sul Pontile Istria) ai festeggiamenti di questa speciale serata triestina.

A nome delle due Commissioni prende la parola Mike Tanner per i ringraziamenti.

C'è poi la consegna a tutti di un libro fotografico su Miramare, ed altre pubblicazioni sull'Adria. A Rombaut, Tanner e Bolcic uno speciale medaglione. Unico che non sono riuscito a fotografare Bernd Schumacher... troppo veloce... d'altra parte con un nome così...

Siamo agli sgoccioli, arriva il dolce, ma è quasi mezzanotte, e prima che la mia carrozza si trasformi in una zucca... me ne torno a casa a scaricare le foto della serata.

Maurizio Ustolin

P.S.: secondo me, abbiamo fatto una gran bella figura!!