Miccoli Giovanni

Ha sbaragliato il campo a Tirrenia all'Assemblea Nazionale Ordinaria Elettiva della Federcanottaggio, domenica scorsa, Giovanni Miccoli, ex azzurro, medagliato ai mondiali ed olimpionico. Dopo il ballottaggio tra il triestino Dario Crozzoli ed il bellagino Enrico Gandola risoltosi a vantaggio di quest'ultimo, procedevano le elezioni dei consiglieri nell'ampia sala dell'Hotel Continental affollata all'inverosimile, con un record di presenze di dirigenti, tecnici ed atleti.

Lo scrutinio delle schede per le cariche di consigliere in quota società (7 posti a disposizione), vedevano la vittoria schiacciante di Miccoli (115 voti). Un risultato di tale portata lo candida ad uno dei due posti alla vicepresidenza della Federcanottaggio nazionale: un successo davvero insperato alla prima esperienza da dirigente nazionale.

Un commento a "caldo" sulle elezioni di domenica...
È stato un esito forse inatteso se non altro per la portata dei consensi ottenuti dal neo presidente Enrico Gandola il quale doveva fronteggiarsi con avversari di assoluto rispetto. Sono stato molto soddisfatto anche per l'elezione di tutti i consiglieri che da ben principio, come me, hanno sostenuto la candidatura di Gandola. È stata una competizione accesa e molto sentita; si è visto un mondo sportivo remiero che partecipa con intensità e vitalità alla gestione della Federazione.

Le reazioni in famiglia, in società, nel tuo studio...
Certamente l'impegno che scaturisce da questa elezione sarà rilevante e la paura è quella di un eccessivo impegno e di qualche assenza di troppo, ma devo dire che mia moglie e la mia famiglia hanno accolto con gioia la mia elezione e devo dire che se non avessi avuto la loro approvazione non mi sarei neppure candidato. Nella mia società, la SNC Nettuno, la mia elezione è stata accolta anche con molto entusiasmo soprattutto.

Che cosa secondo a te è stato determinante per la vittoria di Gandola... e tua soprattutto...
Io penso che sia stata significativa la sua determinazione, la sua disponibilità ed un programma basato sui contenuti, che abbia saputo fare una campagna non indirizzata alla demolizione dell'avversario, e aver saputo costruire una squadra che ha concorso insieme, senza pretendere niente, ne incarichi ne corrispettivi di scambio, ma che ha dato la massima disponibilità e il cui unico scopo era quello di dare un contributo. Un'altro fattore che a mio avviso ha dato qualcosa in più al candidato Gandola è stato il fatto di essere stato anch'egli un atleta di livello internazionale, è quello di non essersi presentato come un politico ma come uno sportivo ex atleta. Per quanto riguarda me, mi sono presentato per quello che sono, assolutamente solidale con il candidato presidente, anch'io un ex atleta con qualche risultato sportivo importante del passato, una professionalità chiara e con il mio unico scopo di dare un contributo a questo sport che mi ha dato molto in giovane età, allorquando altri erano al posto che ho io adesso.

La vicepresidenza... un incarico che rimane a Trieste... e che conferma le potenzialità non solo a livello atleti e tecnici, ma anche dei dirigenti...
È prassi che i due consiglieri che hanno conseguito maggiore preferenza rivestano la carica di vice presidente, ma personalmente non sono alla ricerca di visibilità e non mi assilla alcun problema di "poltrona" e quindi decideremo in consiglio in base alle necessità. Certo non nego che mi farebbe piacere e aggiungo che sarebbe importante per la nostra regione mantenere una vice presidenza fino a ieri ricoperta da Dario Crozzoli; ora c'è un impegno che non riguarda solo me ma forse vi è una aspettativa da parte di tutto il movimento remiero del Friuli Venezia Giulia...

Quali i tuoi (e della squadra ovviamente), gli obiettivi primari...
Obiettivo certamente primario è quello di dare da subito un assetto efficace al settore tecnico in modo da non far pagare agli atleti, che ambiscono competere al meglio in campo internazionale, alcun disagio conseguente al passaggio di consegne e all'impostazione di un nuovo organigramma direttivo e tecnico.

Da consigliere (per ora...) un "consiglio" alla Trieste del canottaggio...
Il canottaggio triestino ha dimostrato di essere in ottima forma, soprattutto nel settore giovanile. Siamo dotati di valide società, con tecnici di valore nazionale ed internazionale; vi sono club che investono tantissimo nella promozione sportiva giovanile, e il mio consiglio è proprio quello di non ridurre gli sforzi per questa attività che merita un riconoscimento per la valenza sociale che gli sport e soprattutto i cosiddetti sport minori come il canottaggio hanno. Tutte le nostre società triestine sono nate come società di canottaggio e ciò devono fare proprio con la promozione sportiva giovanile, per dare ai giovani un contributo alla loro crescita ed una opportunità per raggiungere risultati sportivi. Approfitto per ringraziare tutte le società regionali che mi hanno dato il loro supporto e spero di poter essere un valido contributo alla loro indispensabile attività.