Intervista a Giovanni Miccoli

Intervista a Giovanni Miccoli, candidato come consigliere in quota società al Consiglio Federale.

Giovanni Miccoli e lo sport:

Prima e durante la pratica del canottaggio, c'è stata anche l'esperienza del rugby che penso sia il più bello tra gli sport di squadra, sport duro, divertente per gestualità e fantasia di sviluppo. La differenza però è quella che intercorre tra uno sport e un gioco sportivo; il primo è indiscutibile, inequivocabile e senza moine, si parte assieme e a parità (salvo imprevisti meteorologici) di condizioni e opportunità, il primo che arriva vince; il secondo è un gioco di abilità, tecnica, attualmente con una forte componente fisica e atletica e con la presenza del giudizio arbitrale molto più presente che nel canottaggio. Quello che è importante a mio avviso in tutti gli sport, soprattutto quello giovanile, è il contributo che questo dà alla crescita e formazione della persona, soprattutto con l'inserimento in una squadra capace di reciproco sostegno e con uno scopo comune, condiviso e solidale. Questo aiuta a crescere ed acquisire conoscenza di se stessi, dei propri limiti e anche dei propri difetti e delle proprie doti.

Giovanni Miccoli e il lavoro...

Ho iniziato a fare il "praticante commercialista" nel 1986. Ho avuto la fortuna di trovare uno studio di commercialista che mi ha permesso di fare la pratica e lavorare "a singhiozzo"; mi allenavo a Trieste e fuori Trieste e lavoravo contemporaneamente, e le lunghe assenze dallo studio mi erano concesse. Mi ricordo che l'allora responsabile del settore senior, Beppe De Capua fece anche una visita presso lo studio per ringraziare a nome della federazione la disponibilità dimostrata. Poi dopo alcuni anni, superato l'esame di abilitazione e iscrittomi al Collegio dei Ragionieri di Trieste, ho iniziato l'attività in modo autonomo a piccoli passi cominciando da zero come tanti, con pochissimi clienti. Tuttora è la mia attività e ho uno studio che si occupa prevalentemente di materie contabili, fiscali e di consulenza amministrativa e tributaria.

Giovanni Miccoli e la famiglia...

Sono sposato da 19 anni con Annamaria che è insegnante e abbiamo 4 figli. Il più grande Bernardo ha anch'egli intrapreso il canottaggio da diversi anni e ha già vinto 4 titoli italiani e un argento ai mondiali Juniores quest'anno. Poi ho due figlie gemelle Maria e Costanza che, sempre per parlare di sport, sono nella squadra giovanile di basket della Ginnastica Triestina, e poi c'è Carolina che ha 7 anni ancora libera per fortuna, da impegni sportivi.

Il canottaggio dal punto di vista amministrativo/dirigenziale, esperienze in Comitato o in società...

L'esperienza di dirigente l'ho avuta esclusivamente in qualità di vice presidente e tesoriere nel Comitato ed è stata una bella esperienza; in precedenza mi ero un po' allontanato dal mondo remiero e questo quadriennio mi è servito per reinserirmi, prendere contatti e capire la situazione in cui si trova il nostro mondo. È un'attività che richiede parecchia disponibilità di tempo e anche un discreto spirito di servizio visto che le critiche e le polemiche non mancano mai. Si ha a che fare con le società, i presidenti, i direttori sportivi, gli atleti e soprattutto gli allenatori che sono forse i più irrequieti, ma probabilmente sono coloro che dedicano maggior impegno e passione per questo sport.

L'attività del Comitato Regionale è un'attività meritevole di rispetto da parte di tutti, e importante in quanto fa da gestore di un'organizzazione locale sulla quale si basa l'attività stessa svolta dalle società; l'assenza o il mal funzionamento del soggetto "Comitato" rischierebbe di vanificare gli sforzi e l'impegno profuso dalle società nella promozione sportiva giovanile.

Giovanni Miccoli e la sua candidatura al Consiglio federale, la sua squadra. Proponimenti, obiettivi e quant'altro.

Mi sono candidato al Consiglio Federale perché il reinserimento nell'ambiente sportivo di questi ultimi anni, mi ha dato la sensazione di essere rientrato in una casa nella quale ho vissuto per anni e nella quale sono cresciuto. Poi ritengo che quando si riceve bisogna anche dare se si ha la possibilità di farlo, e io ho ricevuto da giovane perché altri hanno dato il loro contributo. Quindi trovo naturale che sia io adesso a mettermi in campo per dare il mio contributo, ora da dirigente.

La squadra con la quale "gareggio" in queste elezioni fa capo ad Enrico Gandola candidato presidente. È una buona squadra con ottime figure sia a livello di cultura e professionalità, sia a livello sportivo, con un leader motivato e all'altezza della situazione. Ha idee decise e chiare, è "uno di noi", siamo stati in squadra nazionale più o meno negli stessi anni e ho fiducia nelle sue capacità. Egli stesso mi ha dimostrato fiducia spronandomi affinché io vincessi qualche titubanza in merito al mio impegno nel C.F..

Il mio obbiettivo è quello di collaborare alla crescita della Federazione Canottaggio, dando il mio contributo di persona operativa e con le mie competenze specifiche. Spero di poter collaborare anche ad uno sviluppo dei rapporti internazionali e di collaborazione per far si che la nostra Federazione possa ritornare ad essere rilevante all'interno della FISA, e possa anche acquisire utili apporti da chi in questi anni ha dimostrato una maggiore vitalità sportiva.

Con spirito agonistico e non antagonistico, l'obbiettivo sarà quello di fare il massimo per questo nostro sport per dare la possibilità agli atleti di esprimersi al meglio delle loro possibilità in un ambiente confortevole e bene organizzato.