Intervista a Dario Crozzoli

Politica e sport al servizio della città, della regione, dell'Italia.

Dario Crozzoli

Nato a Trieste l'8 maggio 1941, dove risiede, accetta da sempre le sfide che la vita pone, e in modo particolare quelle che provengono dal di fuori della sua preparazione d'origine. Ciò l'ha portato a svolgere spesso compiti gravosi e della massima responsabilità. Collaboratore scientifico, docente, dirigente d'azienda per numerosi anni, pubblico amministratore, e dal 2001 dirigente nel canottaggio: prima Presidente al Circolo Canottieri Saturnia, vicepresidente della Federcanottaggio nazionale, ora uno dei tre candidati alla Presidenza per il prossimo quadriennio olimpico.

Come nasce Dario Crozzoli politico?

L'esperienza politica nel mio caso è maturata non per professione, ma come considerazione di completamento di un'esperienza fatta in un settore sociale, quello della cooperazione, che mi ha avvicinato a migliaia di persone conoscendone i problemi, soprattutto quelli della città, della provincia e della regione, cercando una loro soluzione con opere concrete. Da lì mi venne offerto il posto nella politica e da questo una candidatura, e la successiva elezione alla Presidenza della Provincia di Trieste.

Un incarico di prestigio, anche una sfida con sé stessi...

Per natura o per scelta ho accettato sempre le strade in salita, mi sono impegnato sempre nelle sfide che la vita mi ha messo davanti sia di tipo agonistico che di tipo lavorativo, come nel sociale. Tutto quello che all'inizio era apparentemente difficile o impossibile io l'ho accettato.

Dario Crozzoli e lo sport?

Sono socio dal '67 del Circolo Canottieri Saturnia dapprima come normale frequentatore, convinto dei benefici derivanti dalla pratica di uno sport centenario in città, che ha messo in luce talenti molto qualificati. Il Circolo di viale Miramare attraversava una fase delicata nonostante il lodevole attivismo dei predecessori, ed allora ho accettato con entusiasmo la presidenza del club barcolano. In pochi anni sono riuscito a risanare le strutture esistenti e costruirne delle nuove, regolamentato la balneazione e reimpostato la società, spinto da una motivazione per l'attività remiera agonistica, ma soprattutto giovanile.

Dal punto di vista della promozione dello sport?

Ho accettato la "sfida" inventando la terza "B" della Trieste sportiva: dopo Barcolana e Bavisela, ho dato vita a Barcarola, una regata di canottaggio sprint in centro città che negli anni, oltre ai migliori atleti regionali ha visto la partecipazione degli olimpionici Galtarossa e Miani, come di altri canottieri stranieri di fama mondiale. Sono riuscito a riportare dopo tanti anni a Barcola i Campionati Italiani in Tipo Regolamentare, mettendo in luce un campo di gara dimenticato per troppo tempo dal canottaggio nazionale.

I risultati a livello locale?

Sono testimone di una ripresa di un settore come quello del canottaggio ricco di valori, con una grande tradizione nel Golfo, grazie alle sue società. Ho sempre pensato che se io avessi fatto la lepre rilanciando il remo in società, forse gli altri avrebbero capito e mi sarebbero venuti dietro, in particolare quelle realtà che si stavano richiudendo in se stesse, e così è stato: Oggi il canottaggio a Trieste è rinato.

Poi il grande salto verso la Federcanottaggio nazionale...

La mia candidatura alla Presidenza della Federcanottaggio nazionale è maturata in quest'ultimo anno, quando ho verificato esserci i presupposti per fare qualcosa di utile e innovativo, per rilanciare il canottaggio italiano e riportarlo ad occupare il posto che gli compete in ambito nazionale: con realismo, passione e senza demagogia.

Maurizio Ustolin