Premio Mario Ustolin

La famiglia di Mario Ustolin, di concerto con l'ANAC, metteranno in palio, a partire dal 2008, un premio a lui intitolato, che ogni anno sarà assegnato, in occasione dell'Assemblea annuale degli allenatori di canottaggio, ad un tecnico italiano che si sia particolarmente distinto nel corso della stagione agonistica.

Il premio Mario Ustolin consiste in un medaglione di altissimo pregio artistico, con l'effige dell'azzurro di Londra '48, scolpita dall'artista-canottiere Antonio Sofianopulo, suo atleta alla Ginnastica Triestina.

Per il 2008, il premio sarà consegnato sabato sera a Piediluco, in occasione dell'Assemblea dell'Anac.

Mario Ustolin (1924-2006)

Mario, capostipite della dinastia remiera della famiglia Ustolin, nasceva a Trieste il 4 aprile 1924, e dopo essersi dedicato a varie discipline sportive, approdò agli inizi degli anni '40 al canottaggio, in quella culla del remo triestino denominata Sacchetta: il vecchio porto di Trieste, nel quale risiedevano dalla fine dell'800 Canottieri Adria (1877), Canottieri Trieste (1896) e la "sua" Ginnastica Triestina (1863). In un periodo post bellico difficile per tutta la zona, egli dimostrò da subito grande attitudine alla voga, ed agli ordini di Pino Culot (ex timoniere che portò a Londra il pugile Minatelli ed il doppio di Ustolin e Dapiran), conquistò sul campo il diritto di rappresentare l'Italia ai Giochi Olimpici del 1948. Fu una spedizione proficua per il remo azzurro, una soddisfazione solo parziale per il double scull triestino. Le gare erano a tre equipaggi, sul fiume controcorrente con le corsie esterne delimitate da pali di legno ed i galleggianti sull'acqua tenuti tra due pali. L'Italia andò ai recuperi con il terzo migliore tempo delle batterie. Quando era in testa ai 750 un problema tecnico rallentò la corsa del doppio azzurro che perse contro la Danimarca che vinse poi l'argento in finale.

La delusione di Londra portò il carattere di Mario ad impegnarsi ancora di più per dimostrare il suo valore l'anno dopo, il 1949, quando conquistò l'argento europeo in coppia con il milanese Silvio Bergamini sul Bosbaan ad Amsterdam, dietro alla Danimarca argento l'anno prima a Londra, mentre gli inglesi, campioni olimpici, giungevano appena sesti.

Gli anni successivi videro Ustolin impegnato più volte in azzurro, fino al 1952 quando, deciso a intraprendere le selezioni in singolo per le Olimpiadi di Melbourne, una complicata operazione di ernia del disco dette fine alla sua carriera. Passò poco tempo e l'attrazione fatale di Mario verso il canottaggio trovò una seconda esplicazione nell'aspetto didattico, accettando la conduzione tecnica della Ginnastica Triestina nel 1955.

In pochi anni Ustolin divenne uno dei più affermati tecnici italiani.

In occasione delle Olimpiadi di Roma, Mario portò a Castel Gandolfo il 2 senza di Petri e Mosetti ed il singolista Rebek.

Petri e Mosetti purtroppo non raggiunsero la finale (vinsero nel 1963 gli Europei una volta passati all'Ignis di Varese) che invece fu conquistata da Rebek, uno skiffista che faceva del passo la sua arma migliore, e che assieme a Nuova Zelanda e Urss vinceva le batterie di qualificazione, giungendo poi 6° in finale.

Nel 1964 Mario Ustolin viene nominato Cavaliere della Repubblica. Proseguono incessanti i risultati dapprima con i Vigili del Fuoco Ravalico società che allena dal 1965. Nel 1966, ai mondiali a Bled, 2 senza, 4 senza e 8 erano allenati da Mario ed erano interamente targati Ravalico.

Mario nel 1971 rientra alla Ginnastica dove "inventa" il doppio di Vremec e Tersar che per alcuni anni dominò le scene nazionali, fino a trovare la strada dei mondiali (ancora a Bled nel 1979) con il 4 senza pesi leggeri (Boschin D., Boschin D., Gostissa e Zettin).

Poi Mario passa alla Nettuno ai primi anni '80 dove lascia pochi risultati, ma un segno indelebile per la sua grande passione, ed umanità.

Rientra ancora una volta, l'ultima, alla sua Ginnastica, fino al 1991 quando appendeva il fatidico remo al chiodo, continuando a seguire, da spettatore tutte le competizioni soprattutto a carattere regionale.

Il 30 dicembre 2006 scompariva all'età di 82 anni Mario Ustolin, complice una banalissima (di routine affermavano i medici) operazione di protesi all'anca.

Scriveva di lui un suo ex atleta, su un sito internazionale: "Dead on 30 december 2006. Raced at '48 London Olympics. He has been my first coach forst year, almost like a father for me. I find no words, I can just say he always come to my mind each time I row a boat, enter a boathouse, speak about training or even play basket ball, lift a weight or rise a rope, as he told me how to do so many of this activities, since I was 12. A great man."

Note biografiche di Antonio Sofianopulo

Antonio Sofianopulo è nato a Trieste nel 1955, città dove vive e lavora.

Compie studi artistici con Riccardo Bastianutto e Dino Predonzani, ma la sua formazione avviene principalmente in famiglia con la madre Renata, pittrice e pubblicitaria e con il prozio Cesare pittore simbolista della scuola di von Stuck.

Inizia ad esporre nel 1977.

Ricorderemo tra le personali quelle tenute presso il Centro "M. Merkouri" di Atene nel 1997, alla Galleria "Les Chances de l'Art" di Bolzano nel 2001, alla Galleria "Nuova Artesegno" di Udine nel 2002, nelle sale del "Palazzo Gopcevich" per il Museo Revoltella nel 2003, allo spazio Juliet di Casier, alla Galleria Victor Saavedra di Barcellona nel 2006 e alla Galleria Franco Toselli di Milano nel 2008

Tra le mostre collettive ricorderemo nel 1993 "La montagna Dipinta" a Castel Tevlana e Galleria Raffaelli di Trento, "Equinozio" al Castello di Rivara nel 1994, "Va' pensiero" alla Promotrice alle Belle Arti di Torino nel 1997, "Bel tempo" Ludwig Mùzeum di Budapest nel 1999, "Mediterranea" a Dubrovnik nel 2001, "Da de Chirico a Leonor Fini" al Museo Revoltella di Trieste nel 2002, "A ruota libera" negli spazi della Fiera di Milano nel 2004 e "Anima animale" alla Villa Correr Pisani di Biadene di Montebelluna.

Sulla sua opera hanno scritto tra gli altri: Giulio Montenero, Roberto Vidali, Vittorio Sgarbi, Maria Masau Dan, Valerio Dehò, Alessandea Tiddia ed Elena Pontiggia.

Antonio Sofianopulo è insegnante di disegno e storia dell'arte presso il Liceo "G.Galilei" di Trieste è stato tra i fondatori, ed è tuttora tra i collaboratori della rivista internazionale di arte contemporanea Juliet. Ha collaborato con il Museo Revoltella di Trieste creando dei particolari allestimenti per le mostre di Cesare Sofianopulo, di Umberto Veruda e degli autoritratti della collezione Hausbrandt.

Sue opere si trovano presso il museo d'arte moderna "P.Revoltella" di Trieste e in diverse collezioni private in Italia e all'estero.

Per il canottaggio, Antonio Sofianopulo nasce agonisticamente alla Canottieri Nettuno, per poi passare ai Vigili del Fuoco Ravalico dove nel 1974 vince il titolo italiano assoluto sull'otto. Passa poi nelle file della Ginnastica Triestina nel 1977 dove tuttora gareggia come master.