Campionati mondiali per clubs di Coastal Rowing a San Remo

L'Italia del Coastal Rowing s'è desta e conquista due medaglie d'argento (4 di coppia maschile e doppio femminile) al mondiale per club di San Remo. Non più improvvisazione, ma un serio impegno di quelle società italiane che nel Coastal incominciano a crederci e che raccolgono i primi importanti frutti. Una partecipazione qualitativa quella dei nostri equipaggi che fornisce piacevoli sorprese, ma soprattutto acquisisce un passo alla volta la coscienza di rappresentare anche per il futuro una nazione di riferimento nell'aviron de mer. Un bottino di tutto rispetto quello dei francesi (ancora una volta a loro agio in una manifestazione di questo tipo), sabato mattina con 4 ori, 4 argenti e 2 bronzi, 1 oro a ciascuno Ungheria e Svizzera, e poi a seguire, 4° nel medagliere l'Italia con i 2 argenti che a chi era presente sul campo sanremese vanno un po' stretti ai club italiani che avrebbero potuto, ed era nelle loro possibilità, tornare a casa con un bottino ben più pingue. Protagonisti ancora una volta gli atleti triestini del Saturnia e del Ravalico, vicini a questa nuova disciplina remiera, che in parte si avvicina alla vela (il percorso è un triangolo), come anche nelle regole degli ingaggi.

Nel doppio femminile (16 equipaggi), mai in discussione, la leadership di Mohacs Torna Egylet, club ungherese campione mondiale nella specialità. Partenza concitata con un terzetto che si mette subito in evidenza composto da Ungheria, Italia (Saturnia) e Gran Bretagna. Arrivano quasi contemporaneamente in prima boa le tre imbarcazioni con le ungheresi avanti, e le italiane, Nicole Grbec e Veronica Pizzamus in leggero vantaggio, che devono però cedere acqua alle inglesi. Un lato in discesa, il secondo, per il trio di testa che ha oramai ipotecato il podio, ed al quale non rimane che ingaggiare il confronto per le medaglie. Una palata elegante e composta delle ungheresi, che denunciano un centinaio di metri di vantaggio sul Saturnia di Grbec e Pizzamus: l'equipaggio allenato da Spartaco Barbo è autore di una prova sicura e determinata, non si accontenta mai lungo gli otto chilometri del percorso, e cerca di recuperare lo svantaggio producendosi in continui attacchi ai quali le magiare però rispondono con determinazione. Tre equipaggi nello spazio di un minuto che per una gara lunga 8 km non è molto tenuto conto del moto ondoso che insidia a più riprese l'azione degli armi in gara. Dopo l'ultima virata le posizione sono ben delineate con Ungheria in netto vantaggio, ed il Saturnia che va a conquistare l'argento, terze le inglesi dell'Aberdyfi Club Wales.

Si confermano campioni del mondo, nel quattro di coppia (40 equipaggi), i francesi del Saint Malo e ottima è la prova della Canottieri Ravenna: secondi. Sfortunata quella dei triestini del Saturnia (Ustolin, Nessi, Pierobon, Stadari, tim. Gioia), campioni ialiani una settimana fa e lo scorso anno 4° al I mondiale di Coastal. Partiti molto forte sul primo lato inserendosi nel gruppetto di testa, accusavano dopo due km la rottura di un remo che faceva retrocedere l'equipaggio triestino in fondo alla gara. Recuperava lo svantaggio il Saturnia con il prodiere che utilizzava solo un remo invece di due, e andava ad recuperare posizione su posizione, riuscendo coraggiosamente a completare la regata al 14° posto.

Ultima finale A della mattinata era il singolo maschile (40 equipaggi) che faceva registrare un podio tutto francese. Buona la prova del triestino Michele Depetris (Ravalico), che dopo il 3° posto in batteria venerdì, si piazzava al 9° posto, terzo degli ialiani.