Match Trieste-Zagabria

Porta bene l'Ausa Corno a Trieste che sabato pomeriggio vince il match con Zagabria per 3 a 1 o se vogliamo dirla con il punteggio acquisito dalle due rappresentative: 21 a 2.

Nato nel 1972 come incontro tra città sede di Fiere campionarie, dedicato alla categoria seniores, la manifestazione ha trovato nel 1986 l'ultimo atto di un primo capitolo della sua storia vissuta sul confronto a Trieste sul campo di Barcola ed a Zagabria sulla Sava. Il match risorgeva a nuova vita nel 2005 per volontà soprattutto del Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia con il primo incontro a favore dei croati sul campo di regata dello Jarun alle porte di Zagabria come anche quello successivo a San Giorgio di Nogaro. Era invece a favore dei triestini la manifestazione dello scorso anno.

Sabato ai barchini di partenza si presentava una squadra targata Trieste composta da 14 campioni italiani dei quali 12 hanno vestito nel 2008 la maglia azzurra. Una rappresentativa mai così forte opposta ai coriacei vogatori zagabresi che schieravano anche loro nelle quattro specialità del match vogatori della squadra nazionale a scacchi. Partivano subito con il piede giusto i triestini nel singolo femminile con Nicol Grbec riserva azzurra ai mondiali juniores e recente campionessa tricolore in tipo regolamentare, opposta alla croata Barlovic. Partenza velocissima della triestina del Saturnia che prendeva un vantaggio che le consentiva di controllare sin dall'inizio la testa della gara, presentandosi sul traguardo con 5" di vantaggio sull'avversaria (Trieste 2 punti - Zagabria 0).

Era la volta del singolo maschile, con il monfalconese Matteo Bortolotti a difendere i colori della squadra triestina. Partivano forte i due sculler con Ivan Rom (Zagabria) che si avvantaggiava subito di una lunghezza. Insisteva il forte under 16 della Timavo cercando di riagganciare l'avversario che rispondeva all'attacco incrementando la distanza dalla prua di casa. Sul traguardo passava prima Zagabria e seconda Trieste a 9" di distacco (Trieste 2 - Zagabria 2).

In perfetta parità, le sorti del match erano nelle mani delle due ammiraglie: il 4 di coppia femminile e l'otto maschile. In partenza il 4 di coppia femminile, un misto Timavo (Veronica Colonnelli, Enrica Locci, Anna Paternnosto), campionesse italiane di fondo, juniores ed azzurre in Coupe de la Jeunesse assieme alla Ester Gaggi Slokar (Saturnia) tricolore in tipo regolamentare, opposte alle croate Barlovic, Simicic, Pilipovic, Susac. Partenza fulminea di Trieste che piazzava da subito la sua prua davanti alle avversarie, che dopo i primi 500 metri accusavano evidenti problemi di direzione. Proseguiva inarrestabile il quadruplo femminile incrementando il suo vantaggio, mettendo le atlete zagabresi in scia chiudendo da bell'inizio le possibilità di vittoria. Al traguardo erano infatti ben 19" che dividevano i due armi a vantaggio di Trieste (Trieste 10 - Zagabria 2).

L'ultima possibilità di recupero per Zagabria era l'otto, la cui vittoria avrebbe consentito ai croati di aggiudicarsi il match. Ma in acqua era il miglior otto italiano sulla piazza (Vincenzo Cotognini, Massimiliano Panteca, Lorenzo Tedesco, Alberto Glionna, Giorgio Mangano, Luca Morosetti, Simone Ferrarese, Andrea Grison, tim. Simone Peraz) che difficilmente si sarebbe lasciato sfuggire la ghiotta occasione di chiudere gioco e partita. Partiva fortissimo Trieste con i croati a rincorrere. C'era già "luce" ai primi 500 metri, quando Zagabria tentava una progressione per riprendere i triestini, che si accorgevano delle intenzioni degli avversari e rispondevano a tono. Il forcing dei croati aveva come conseguenza un fila remo del capovoga, mentre l'equipaggio continuava la sua corsa a 7, e Trieste ne approffittava ulteriormente. Riprendeva Zagabria con rinnovata lena, ma oramai il traguardo era vicino ed il vantaggio incolmabile. Trieste vinceva anche l'otto e si aggiudicava il 16esimo match con Zagabria.