Trieste-Zagabria graffitti

Positiva coda alle regate di canottaggio sulla Sava

In occasione delle Fiere Confronto Trieste-Zagabria
(da Il Piccolo del 23 ottobre 1972)

Sono 250 i chilometri da qui a Zagabria, eppure sembra di essere in un altro mondo; un mondo cioè dove lo sport puro suscita ancora entusiasmo e rispetto, dove la formalità dell'accoglienza degli ospiti per un incontro sportivo diventa a sua volta incontro umano schietto e caloroso. È questo il ricordo che si portano dietro gli atleti e gli accompagnatori protagonisti della prima edizione del "meeting Trieste-Zagabria" di canottaggio, sorto con il patrocinio dell'Ente Fiera della capitale croata.

La manifestazione ha permesso di allacciare nuovi rapporti con l'ambiente sportivo croato, in una disciplina che vanta già una tradizione di "classiche" con le regioni di Vienna, della Carinzia e della Slovenia, dell'Istria e del Veneto. L'etichetta che dovrebbe intitolare questa manifestazione è "Incontro delle Fiere Trieste-Zagabria", incontro che si terrebbe alternativamente, in occasione delle rispettive esposizioni campionarie, un anno a Trieste in giugno, un anno a Zagabria in agosto.

Una prima bozza di regolamento è stata presentata al presidente della quinta zona geom. Mattini, che ha guidato la rappresentativa giuliana, e che ora ne sta vagliando il contenuto. L'entusiasmo si sa è contagioso e, viste le premesse, la cosa si può considerare già fatta. Manca tuttavia ancora l'appoggio dell'Ente fiera di Trieste, che con un modesto contributo dovrebbe venir incontro alle spese per gli impianti logistici della manifestazione.

Questa prima edizione è stata, secondo le previsioni, largamente favorevole alla rappresentativa giuliana, che nei confronti diretti nelle sette specialità olimpiche se ne è aggiudicata sei, lasciando solamente il "due con" all'equipaggio di casa. Le gare, a livello seniores, si sono svolte su un percorso di 2500 metri lungo il corso del fiume Sava in favore di corrente. Tutte sono state combattutissime, con scarti di uno-due secondi, mettendo in evidenza un buon livello generale degli equipaggi zagabresi. Fra i più noti il "quattro senza" già visto l'altr'anno alle regate internazionali di Sabaudia, che però ha dovuto soccombere di fronte all'equipaggio campione italiano del Circolo Canottieri Saturnia.

Emilio Ressani

I risultati

"Quattro senza":
1) Trieste (Saturnia: Jungwirth, Pace, Morgan, Camerini) 4'28"4;
2) Zagabria 4'30"3.

"Due senza":
1) Trieste (Vigili del Fuoco: Susa, Ivancich) 5'8"2;
2) Zagabria 5'14"3.

"Due con":
1) Zagabria 5'29"1;
2) Trieste (misto Saturnia-Nettuno: Fonda, Simonitti; tim. Petz) 5'30"9.

"Singolo":
1) Trieste (Ginnastica Triestina: Alessio Vremec) 5'14"4;
2) Zagabria 5'17"4.

"Quattro con":
1) Trieste (Timavo di Monfalcone: Tonon, Medeossi, Gordini, Sansone; tim. Perazza) 5'40";
2) Zagabria 5'41"1.

"Due di coppia":
1) Trieste (Circolo Marina Mercantile: Perti, Tersar) 4'55"6;
2) Zagabria 5'0"3

"Otto":
1) Trieste (misto Saturnia - Vigili del Fuoco: Jungwirth, Pace, Morgan, Camerini, Susa, Ivancich, Fonda, Barucca; tim. Petz) 4'8"2;
2) Zagabria 4'15"1.

Dal diario di Riccardo Jungwirth

(più volte campione italiano in 4 senza senior con i colori del Saturnia - riserva alle Olimpiadi di Monaco - partecipante alla I edizione dell'Incontro Trieste-Zagabria)

21.10.72

Mattina partenza col carrello (io) e autocorriera noleggiata dalla V Zona; arriviamo a Zagreballe 12; lasciamo le barche alla Mladost; il fiume è basso con poca acqua ed è molto rapido e pieno di gorghi. Ci conducono in una specie di scuola-convitto dove lasciamo i bagagli e dove ci rifocillano. Dopo pranzo visita guidata al bel Duomo di S. Stefano e poi alla città vecchia con la chiesa di Sv. Marko, il cui pregio principale è il tetto ad embrici policromi che compongono lo stemma di Zagrebe della Croazia. Poi torniamo sulla Sava e prendiamo in mano l'otto (buona barca) con cui correremo domani, prestato dalla Mladost; prepariamo pale ed altezze e facciamo l'uscita: brutto tempo, quasi piovoso - molta corrente - un casino per girarsi perché in molti punti il fiume è largo quasi quanto l'otto. Facciamo il percorso in men che non si dica - poi tornare in su però...: nove palate con l'otto per superare la larghezza del ponte Sloboda (c'è più corrente fra le arcate); il ponte della ferrovia non arriva mai!!!

Dopo cena un giretto, ma piove.

22.10.72

Alla mattina un freddo cane - nebbia e brina - abbondante colazione tipo tedesco - al fiume nebbia - alle 9:30 un pallido sole - corriamo in quattro senza contro la Tresnjevka - causa la corrente ed i gorghi ci avvinghiamo con i remi in un ansa, riusciamo a non far danni, ma la corrente non ci permette di sganciarci se non dopo mille metri abbondanti, riusciamo a mettere la punta avanti noi, ad ogni buon conto. I giudici alzano bandiera bianca e ci danno la gara vinta; io insorgo dicendo che bisogna ripetere la gara, che non sarebbe sportivo così! (Eppoi ho visto che noi camminiamo nettamente più di loro e così possiamo fare doppia bella figura...) riesco a convincerli e ripetiamo la gara. - Torniamo su con le due b arche sul carrello (che era già stato preparato apposta perché dovevamo fare anche l'otto) tutti insieme abbarbicati come scimmie, lungo la strada dell'argine. Si riparte, questa volta tenendoci apposta molto distanti e vinciamo nettamente come distanza anche se sono solo due secondi (c'è una corrente formidabile è 4'28" su 2500 m!!!). Alle 11 corriamo l'otto e vinciamo tranquillamente - pranzo - brindisi alla fratellanza fra i due popoli - la storia della ripetizione del quattro senza ha fatto colpo e sembrano molto contenti - partenza col carrello e siamo a casa alle 20.

Riccardo Jungwirth